Ciò che doveva essere inizialmente il prequel del classico del 1979, ‘Alien’, si è rivelato un progetto a sé stante intitolato ‘Prometheus’. Il capitolo finale mostra l’apprezzamento nei confronti dell’originale, e soddisferà tutti i fan, ma soprattutto attirerà e conquisterà dei membri del pubblico che non hanno mai sentito parlare di ‘Alien’ prima d’ora.
‘Prometheus’ vede un team di astronauti intraprendere un viaggio di esplorazione nelle aree più oscure e terrificanti dell’universo, al fine di cercare degli indizi circa le origini della razza umana sulla Terra. Purtroppo per loro, otterranno alcune risposte alle loro domande, e si ritroveranno coinvolti in una battaglia per salvare il futuro dell’umanità.
Charlize Theron ha già dimostrato di saper interpretare un’eroina imperturbabile e calcolatrice. Ancora una volta ha accettato il compito e riveste i panni di Vickers, coordinatrice dell’intera missione indipendentemente dal suo rango all’interno dell’equipaggio. La rappresentazione del robot David per opera di Michael Fassbender è grandiosa, e Sigourney Weaver (la tenace astronauta originale) si è congratulata personalmente con Noomi Rapace per la sua performance nel ruolo della Dottoressa Elizabeth Shaw, sempre pronta a ricordare il motivo per cui vale la pena salvare l’umanità.
Sebbene si basi su temi piuttosto complicati -- la mitologia greca; il perché dell’esistenza della razza umana e il modo in cui siamo arrivati sulla terra -- il film li tratta solo superficialmente. Ciò che manca in quel campo è rimpiazzato comunque da un’eccezionale cinematografia.
Scott crea un mondo fatto di riprese mozzafiato a campo largo, ma saranno quelle a mezzo busto e in primo piano a lasciarvi senza parole. Ogni regista intenzionato ad affidarsi agli effetti 3D dovrebbe prendere appunti – anche lei, signor Cameron! È così che bisogna fare! In troppi film gli effetti 3D sono utilizzati soltanto per poter far balzare alcuni elementi dallo schermo e spaventare l’audience. Scott, invece, li adopera per conferire un’immensa profondità allo schermo in quasi tutte le scene.
‘Prometheus’ vede un team di astronauti intraprendere un viaggio di esplorazione nelle aree più oscure e terrificanti dell’universo, al fine di cercare degli indizi circa le origini della razza umana sulla Terra. Purtroppo per loro, otterranno alcune risposte alle loro domande, e si ritroveranno coinvolti in una battaglia per salvare il futuro dell’umanità.
Charlize Theron ha già dimostrato di saper interpretare un’eroina imperturbabile e calcolatrice. Ancora una volta ha accettato il compito e riveste i panni di Vickers, coordinatrice dell’intera missione indipendentemente dal suo rango all’interno dell’equipaggio. La rappresentazione del robot David per opera di Michael Fassbender è grandiosa, e Sigourney Weaver (la tenace astronauta originale) si è congratulata personalmente con Noomi Rapace per la sua performance nel ruolo della Dottoressa Elizabeth Shaw, sempre pronta a ricordare il motivo per cui vale la pena salvare l’umanità.
Sebbene si basi su temi piuttosto complicati -- la mitologia greca; il perché dell’esistenza della razza umana e il modo in cui siamo arrivati sulla terra -- il film li tratta solo superficialmente. Ciò che manca in quel campo è rimpiazzato comunque da un’eccezionale cinematografia.
Scott crea un mondo fatto di riprese mozzafiato a campo largo, ma saranno quelle a mezzo busto e in primo piano a lasciarvi senza parole. Ogni regista intenzionato ad affidarsi agli effetti 3D dovrebbe prendere appunti – anche lei, signor Cameron! È così che bisogna fare! In troppi film gli effetti 3D sono utilizzati soltanto per poter far balzare alcuni elementi dallo schermo e spaventare l’audience. Scott, invece, li adopera per conferire un’immensa profondità allo schermo in quasi tutte le scene.

